venerdì, 30 ottobre 2009
La routine è uno dei fattori che rende un posto "casa", e qua a Milano ormai ne ho una mia. Eppure ci sono delle cose alle quali non mi riesco ad abituare, pur essendomi sotto gli occhi da un po'. Non con un'accezione necessariamente negativa, resto sempre sorpreso quando mi trovo di fronte ad alcune situazioni che mi danno a ridere, a fantasticare, a riflettere. Ma procedo con ordine.
Sarà banale (e di certo non un peculiarità milanese, bensì abbastanza diffusa), ma ci metto sempre un po' a realizzare che le persone non stanno parlando da sole, ma all'auricolare. Per un attimo mi interrogo sulla "normalità" quando vedo gente camminare a grandi falcate, parlando ad alta voce e gesticolando. Il telefono all'orecchio è il chiaro segnale che si sta parlando con qualcuno e in più tiene occupata una mano, limitando la gestualità (che non ha troppo senso quando l'interlocutore non può vederci). Con l'auricolare tutto questo viene meno: si diventa attori su un palco dal quale non si vede il pubblico, più liberi, ma alienati.
La seconda cosa che non posso fare a meno di notare è l'accoppiata tacchi alti - bicicletta, già di più una specialità meneghina. Le donne di Milano sono donne in carriera: sempre dinamiche, spesso eleganti, quasi sempre a dieta. Mirando costantemente all'eccellezza (e sfruttando una planimetria adatta alle due ruote), riescono a tenersi in forma pedalando, guadagnano tempo prezioso perchè in bici si va veloce e mantengono i pregi estetici del tacco alto senza pagarne la scomodità. In più, pedalano correttamente, appoggiando il piede sulla parte anteriore invece che sul tallone. Chapeau!
L'ultima cosa che mi colpisce sempre è forse uno degli aspetti che forse caratterizza Milano agli occhi degli altri italiani: la fretta. A Milano si corre. In macchina, sui marciapiedi, uscendo dai mezzi pubblici. L'altra mattina notavo una bella ragazza nella metro affollata. Scendendo alla stessa fermata mi sarebbe piaciuto guardarle le gambe, ché la visuale nel vagone era ostruita dalla gente: mi è stato del tutto impossibile, perchè andava a passi così rapidi da farmi pensare che al posto delle gambe avesse due lunghissime ali da colibrì.
La camminata da fretta è una delle cose più brutte delle grandi città: fa assumere posture innaturali, fa sudare e nega la possibilità di osservare quanto siano strane le persone che parlano da sole, carine le donne con i tacchi alti sulle biciclette o un po' ridicoli quelli che corrono sempre. Così come priva quelli che non corrono del sacrosanto diritto di guardare delle belle gambe.
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categoria:nulla, convenzioni
mercoledì, 28 ottobre 2009
In cucina, il formaggio è sempre la risposta.
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categoria:nulla
lunedì, 19 ottobre 2009
Stazione della metro di Porta Garibaldi, aspettavo il passante ferroviario e la mia attenzione finiva non su uno dei lati di una ragazza, ma su un piccione che vagava per la piattaforma.
Piccione, con le tue ali potresti andare ovunque, senza ritardi né biglietti, invece sei qua ad aspettare un treno con me.
Piccione, non te ne accorgi (quando mai ti accorgi di qualcosa, scagazzatore!) ma in questo momento sei un essere umano.
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categoria:nulla, convenzioni
domenica, 18 ottobre 2009
Un uomo che attraversa una strada, di corsa, schivando le macchine che corrono più di lui. Un supermercato aperto alle 23. Due signore sedute in vagoni diversi, ma l'una accanto all'altra nel riflesso di un vetro.
Una cuffia che si sente solo da un lato. Una donna alta due metri trascina un trolley e guarda dall'alto tutti gli uomini che le passano accanto, che provano a tenere il suo sguardo.
Un cane che si insegue la coda, girando in tondo. Un gatto tosato.
Il vecchio che torna a casa alle 3 di notte, proprio mentre il ragazzo collassa.
L'illogicità si manifesta in tanti modi. Quello che preferisco è la gelosia.
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categoria:nulla, convenzioni
giovedì, 15 ottobre 2009
Il freddo è stato improvviso. Una settimana fa indossavo la t-shirt, oggi il cappotto. Ma a me il freddo piace.
Il raffreddore è stato inaspettato. Mal di testa, fazzoletto alla mano, starnuto ossessivo-compulsivo. Ma lamentarmi non mi piace e in fondo di questi tempi un raffreddore è normale.
Quello che non mi piace (e che tanto normale non è) è ritrovarmi in queste condizioni a combattere le zanzare!
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categoria:nulla
martedì, 13 ottobre 2009
- Folla. Casino. Era un po' che non vedevo il Vomero così. Sabato via Scarlatti sembrava il corso di un paese lungo il quale si riversano tutti gli abitanti. Un paese di un milione di abitanti. Da segnalare i 15 minuti di coda per la cassa della Fnac.
- Passeggiando per via Scarlatti ho incontrato una significativa percentuale delle mie conoscenze partenopee. Ecco quanto accaduto con il fratello di un mio amico: incrociandoci, una stretta di mano senza fermarci, parlavamo ai rispettivi telefonini. Solo questo mi ha impedito di ricevere i soliti gentili convenevoli e soprattutto la domanda che mi fa tutte le volte che lo incontro: "Ma tu non eri morto!?"
- A proposito di domande, devo trovare una risposta efficace al tormento di qualsiasi emigrante: "Che si dice a Milano?" (ovviamente vale per qualsiasi città).
- Comunque ero morto. Ma questa è un'altra storia.
- I mezzi pubblici di Napoli sono come le donne che se la tirano: si fanno attendere e ti trattano male. Ed aspettando la metro a Montedonzelli (20 minuti), le perdite d'acqua e le infiltrazioni della galleria non mi hanno impedito di notare questo particolare: accanto alla scritta "Napoli non morirà", su un cartellone pubblicitario un testa di minkia ha impresso la sua opera: "G. Varikio 'a Kapokia!", pennarello indelebile su plexiglass, 20x10 cm.
- Superga 2 - Giove Pluvio 0.
- Mancavo a Napoli da sei mesi. E' sempre un piacere tornarci, ma mai come stavolta è stato un dispiacere andarmene.
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categoria:spostamenti, nulla, convenzioni
martedì, 06 ottobre 2009
La tua canzone preferita è arrivata in sella a un mulo o navigando per torrenti, assieme a tante altre.
E' arrivata in silenzio.
La tua canzone preferita si trova sullo scaffale di una libreria, su un disco immobile con le pareti, dentro una scatola che gira.
Può essere tu l'abbia incontrata, da qualche parte e per caso, una straniera che lascia di sé solo la voce.
Straniera che non si presenta. Cercala!
La tua canzone preferita ce l'hai ma ti scorre davanti. Il nome lascia indifferenti, l'immagine è un po' ambigua.
Ce l'hai, ma la tua canzone preferita forse non l'ascolterai mai.
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categoria:suoni, nulla
lunedì, 05 ottobre 2009
Generazione 1000 euro che, facendo il verso a Santa Maradona e soprattutto finta di trattare d'attualità, racconta delle scopate di un giovane di 30 anni. Il protagonista, di cui non ricordo il nome, dice di essere "un luogo comune" (anche questo chiaro riferimento a Santa Maradona) ma è indeciso.. e chi non lo è! specie tra i 20 e i 30.
"Se arrivi ad un bivio, imboccalo" diceva Yogi Berra, e sostanzialmente nel film accade questo. Il problema per lo spettatore è che le due strade tra cui il nostro si strugge si risolvono anch'esse in luoghi comuni, attraverso paesaggi di banalità e situazioni improbabili. Pessime le scene di basket, tema caro al regista Massimo Venier.
Domanda: perchè mai uno squattrinato dovrebbe andare da Milano centro alla Malpensa sempre e comunque in taxi, che costa 7-8 volte in più del pullman o della navetta?

District 9, attualmente nelle sale. Presentato da Peter Jackson, molto ben recensito dalla stampa, non è il classico film sugli alieni. Non buoni, non cattivi, soltanto brutti e con una "voce" irritante.
Nonostante la buona trovata di farli atterrare a Johannesburg, con l'apartheid pepetrato questa volta contro gli extraterrestri, dopo aver lasciato intravedere qualche spunto di riflessione il film evolve in stile Transformers: ET si riscopre MacGyver, tutti combattono contro tutti.
E mentre cercavo un messaggio che mi facesse uscire arricchito dalla visione, magari una lezione sullo scottante tema dell'immigrazione, col procedere dei minuti cresceva in me la sensazione di disagio per non aver scelto il nuovo film di Woody Allen, a causa di una banale dimenticanza.


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categoria:visioni, nulla
mercoledì, 30 settembre 2009
Da qualche giorno dormo poco e male. E gli effetti dell'insonnia vanno sommandosi nel tempo. Il cerchio alla testa ogni mattina ti fa "ciao!" come le caprette di Heidi, i pensieri si rallentano e le cose da fare assumono contorni molto poco nitidi: è un niente a sovrapporle.
Premesso ciò, mi avvio in palestra con la borsa in spalla, gli occhiali da sole ed una maglia levi's blu che la domestica ha stirato male. Porto la mia aria trasandata nonostante la barba appena fatta fino alla reception ed in particolare fino alla nuova addetta che mi accoglie.
Va più o meno così: "Ciao, è vero che nel mio abbonamento sono inclusi un tot di ingressi che posso regalare? - le chiedo.
Lei conferma e mi elenca velocissimamente le tipologie di ingresso.
"E se volessi regalare un giornaliero, come funziona? - le chiedo sfilandomi i rayban.
"Semplicemente vieni qua con la persona a cui vuoi regalarlo - mi risponde guardandomi come se avessi fatto la domanda più sciocca della storia. Ricambio lo sguardo e dopo aver provato a sorridere scendo nello spogliatoio. Solito armadietto, solita routine del cambio d'abito, solo che nella mia borsa non c'è il pantalone della tuta. Mi rendo conto che non posso allenarmi né in jeans, né in boxer. Mi rivesto, rimetto gli occhiali da sole ed esco dalla palestra, cercando di non farmi vedere dalla nuova addetta.
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categoria:nulla
domenica, 06 settembre 2009
.. l'ho fatto ancora: mi sono di nuovo innamorato di lei!
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categoria:canzone del giorno, nulla