domenica, 31 maggio 2009
La radice dis-, dal greco dys o dal sanscrito dus (basta leggere su qualche dizionario) è una delle più frequenti nelle lingue occidentali per la sua varietà di significati e usi. Dis/Impegno, Dis/torsione, Dis/appunto... dis/trazione.
In "dis-trarre" la radice dis assume il significato di lontananza, da cui la distrazione è un portare lontano, banalmente un'evasione, più stilosamente una gita fuori porta su un pulmino Volkswagen. La distrazione è uno stato/non stato, in quanto è l'estatto contrario della stasi: essere e non esserci, non vedere ad occhi aperti, non sentire. Una persona noiosissima parla per 20 minuti di fila? Distraiti, pensa ad altro annuendo ogni tanto e ritorna quando percepisci qualche parola interessante, come "basket", "Svezia" o "lesbo" (anche se difficilmente capiteranno tutte e tre nella stessa frase). La cosa divertente è che ti crederanno un ottimo ascoltatore.
Non sto qua a fare l'elenco dei vantaggi della distrazione, sono noti a tutti. Molte delle cose che ho scritto sono nate così, anche se ad un'analisi più approfondita questo potrebbe essere inserito negli aspetti negativi della distrazione. E di aspetti negativi ce ne sono. Ma cos'è che fa di un uomo un uomo, se non poter creare scenari  differenti, saper cercare altrove, o anche solo sperare in finali alternativi?




postato da: Disimpegno alle ore 13:45 | Permalink | commenti (2)
Commenti
#1    01 Giugno 2009 - 21:47
 
la distrazione sazia nell'uomo un appetito che forse lui solo ha come animale; placa quella tensione cerebrale che non gli permette altrimenti di stare in equilibrio, fermo in un posto.
utente anonimo

#2    02 Giugno 2009 - 12:41
 
Io invece la vedo aria dopo un'apnea.
utente anonimo

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categoria:nulla, convenzioni