venerdì, 26 giugno 2009
Da bambino volevo imparare fare il moonwalk. E poi, bene o male, quello che ti piace da bambino finisce col piacerti per sempre...
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categoria:suoni, idoli
lunedì, 22 giugno 2009
Il tempo del qualunquismo è l'infinito presente.
postato da: Disimpegno alle ore 10:16 | Permalink | commenti
categoria:frase del giorno, convenzioni
venerdì, 19 giugno 2009
A volte è un attimo. Per un attimo il ragazzo con la borsa della palestra che attraversa la piazza sotto il sole del primo pomeriggio dimentica il peso della sua tracolla. Il vecchio guarda la fermata del tram, pensando a cosa si sarebbe inventato se avesse avuto ancora l'età. Il bambino, anche lui per un attimo interrompe il suo gioco, perché non capisce cosa gli stia davanti. E il tamarro nella sua auto nera abbassa il finestrino, ma non gli vengono le parole e rimane a guardare, guidando a bocca aperta e la testa rivolta alla fermata del tram.
A volte è qualche secondo, quelli che ci vogliono ad attraversare la piazza sotto il sole del primo pomeriggio, durante i quali il ragazzo che va in palestra, il vecchio, il tamarro e il bambino diventano la stessa persona.
La reazione alla meraviglia non cambia con gli anni, questo lo so per certo... quello che mi chiedo è, come ci si sente ad essere un catalizzatore di sguardi?
postato da: Disimpegno alle ore 20:52 | Permalink | commenti
categoria:nulla
giovedì, 11 giugno 2009
..per quanto io ci provi, anche partendo dal presupposto che in passato sia stato troppo duro...beh, i Cure proprio non riesco a farmeli piacere.

Scritto ascoltando Grey Street della Dave Matthews Band
postato da: Disimpegno alle ore 21:37 | Permalink | commenti
categoria:suoni
lunedì, 08 giugno 2009
Il professore illustrava con monotonia le vibrazioni una struttura sottoposta a un carico armonico, quando un allievo preso da raptus si alzava e gli sparava contro una micidiale onda energetica. Al boato seguirono alcuni secondi di stordente silenzio: tutte le orecchie dell'aula fischiavano per lo shock subito.
La lavagna era perforata secondo una circonferenza quasi perfetta, di circa 80 cm di diametro. Del professore, nessuna traccia.
"Lei non avrebbe saputo spiegare cappuccetto rosso a mia sorella", gli disse con apprezzabile contegno l'allievo, sebbene ancora ansimante per lo sforzo. Era un ragazzo bruno di piccola statura, con una leggera gobba e degli occhiali rotondi fuori moda. Di lui colpiva l'abbigliamento estremamente formale, inadatto all'ambiente universitario d'oggi. Forse era per la stessa connaturata formalità che dava del Lei al professore anche dopo averlo ucciso.
Nessuno si muoveva e sembrava che l'aula dovesse esplodere nel giro di un battito di ciglia, ma la tensione scemò subito: il nostro abbandonò la classe, borbottando tra sé e sé: "Principiante". Quasi a sottolineare la protesta, la porta aperta ed il buco nella lavagna diedero il via ad una corrente che mandò per aria tutti i fogli. L'ineluttabile ressa per raccoglierli fu però stroncata sul nascere da un altro bagliore di luce: dal foro della lavagna rientrò lievitando il professore, protetto da uno scudo energetico sferico di colore violaceo.
"L'ho sentito - disse tornando a terra agli allievi, che lo guardavano a bocca aperta - Se non ha capito neanche queste cose, l'esame non lo passa". Dando una specie di strattone ad una fune invisibile, fece tornare il pezzo di lavagna staccato a suo posto. Le bocche da aperte divennero spalancate.
"Dicevamo.. l'energia potenziale è data dal contributo delle molle.."
postato da: Disimpegno alle ore 21:56 | Permalink | commenti
categoria:convenzioni