sabato, 31 gennaio 2009
Visti ieri in concerto al Blue Note. Allucinanti. Raramente ho sentito suonare così bene. E a fine concerto non si è capito se a divertirsi di più siamo stati noi, che abbiam ballato per tutto il tempo, o loro, che suonano con lo stesso entusiasmo da 41 anni.
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categoria:suoni, idoli
lunedì, 26 gennaio 2009
Più si hanno soldi, più si fanno squadre a cazzo.
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categoria:basket
domenica, 25 gennaio 2009
Ieri sera sono andato a vedere Sette Anime con un'amica.
Finita la proiezione, la sala era una valle di lacrime, come non si vedeva dai tempi di Titanic.
Ed io, circondato da occhi lucidi e fazzoletti al naso, non ho potuto fare a meno di ridere.

EDIT: sia chiaro che per me il film è davvero pessimo.
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categoria:visioni, nulla, convenzioni
mercoledì, 21 gennaio 2009
Oggi è il mio venticinquesimo compleanno. " E sti cazzi!", dite voi. Sì, ma il blog è mio e decido io. E voi vi sorbite la storia di oggi.
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Una delle mie principali fonti di ispirazione è senza dubbio il film Il Grande Lebowski, che guardo all'incirca una volta al mese.
Quando si ha una mania per un disco, o un film, il luogo comune vuole che "..ogni volta si coglie qualcosa di nuovo". Cazzata, spesso e volentieri, ma per Il Grande Lebowski no: è questa l'essenza stessa del film.
L'ultima volta che l'ho messo su è stato un paio di giorni fa, ed anche questa volta ho fatto la mia personale scoperta...ma se di solito mi saltava agli occhi qualcosa che stava all'interno del televisore, stavolta no: guardando il film, guardavo me. Un nome ed un cognome: Walter Sobchak.
Chi conosce me ed il film strabuzzerà gli occhi. Walter è grasso, io no. Walter è un guerraiolo. Io no. Walter è ebreo (non dite che è polacco, quando uno è ebreo, è ebreo!). Io no. E per di più sono una schiappa al bowling.
Ma la caratteristica principale di Walter è quella di vivere nel passato.. e qua mi piacerebbe poter dire "io no".
Io vivo nel passato.
Io lascio che i miei ricordi si accrescano e assumano vita propria. Alle volte si scontrano con le cose in cui si sono evoluti, la cosiddetta realtà, e allora esplodono come bolle di sapone, lasciando vuoti che Walter colma con il bowling, io con la musica, o scrivendo queste cazzate per dilettare voi, ma che in fondo dilettano solo me.
E anche se non ho visto crepare i miei compagni con la faccia nel fango, e alla dottrina nazional-socialista io preferisco di gran lunga il nichilismo, ecco chi mi sento a 25 anni.
Quindi, Tanti Auguri a Walter e Tanti Auguri a Me!

P.s. A 50 spero di sentirmi Jackie Treehorn...

walter_sobchak
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categoria:visioni, idoli, nulla, convenzioni
martedì, 20 gennaio 2009
Eventi recenti mi stanno insegnando quanto possa essere dolce un: "Ti odio".
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categoria:nulla, convenzioni
martedì, 20 gennaio 2009
Secondo le statistiche l'uomo mangia una prugna ogni venti secondi. Non so chi sia questo tizio, ma so dove trovarlo.
Morey Amsterdam
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categoria:frase del giorno
domenica, 18 gennaio 2009
Due donne norvegesi, due fidanzatini francesi, due ragazzi italiani: lo scompartimento del notturno che da Copenaghen andava a Monaco di Baviera era pieno. L'atmosfera? Goliardica sin dalle prime battute del viaggio, con gli italiani, cavalcando il luogo comune, bravi a tenere alto il morale di quell’improvvisata combriccola. Non che gliene fregasse più di tanto, ma erano felici per quel mese appena trascorso in avventure, imprevisti, posti meravigliosi e veniva loro naturale scherzare... perchè ogni cosa di quel viaggio sarebbe stata da ricordare.
La disposizione era la seguente: signora norvegese A, ragazza francese, italiano A uno accanto all'altro, e di fronte, rispettivamente, signora norvegese B, ragazzo francese, italiano B.
Seppur felici, gli stati d'animo degli italiani erano decisamente diversi: se italiano B era appagato dall'aver trovato in Scandinavia quella che sarebbe potuta essere la donna della sua vita, italiano A era tutto fuorché placato, complice un'indole di donnaiolo che aveva provato a sopire, con scarsi risultati, durante i suoi precedenti fidanzamenti. Ed in quel viaggio erano stati troppi i "vorrei ma non posso" che, per vari motivi, l'avevano costretto a lasciar andare via delle occasioni...
La ragazza francese gli dormiva accanto, lasciando scoperta la parte finale schiena. Non era particolarmente bella, ma era bella come la donna di un altro.. e quella porzione di schiena abbronzata rappresentò il colpo di grazia alle inibizioni del nostro italiano. Con gli occhi chiusi allungò la mano verso il sedile della sua vicina, lentamente, ma senza indecisioni, arrivando vicino alla pelle di lei, senza toccarla. La mano era ferma sul tessuto sintetico del sedile, come un rapace che non attende altro che un pretesto per attaccare.. ed il pretesto fu uno scambio ferroviario, che con una piccola scossa staccò la mano dal sedile. Contatto.
Le dita di lui iniziarono a muoversi sulla pelle nuda della ragazza, che dormiva e sembrava non avvertire nulla. Il tempo passava, le carezze aumentavano d’intensità, facendosi sempre più profonde.. a nulla servivano i deboli tentativi di lei di sottrarsi: ad ogni spostamento ne seguiva uno uguale della mano, croce e delizia, piacere e tormento di quel sonno.
Il suo fidanzato, di fronte, dormiva senza neanche sospettare dell'intimità nata ad un palmo dal suo naso.. mentre l'italiano A veniva preso alla sprovvista da un cambio di posizione della francese, che girandosi su un fianco gli metteva il bacino sopra il ginocchio. Non se lo fece ripetere due volte, aumentando ritmicamente la pressione di quel contatto, mentre le sue dita flirtavano con l'elastico degli slip transalpini.
Ad un tratto i tre uomini si svegliarono, contemporaneamente. Italiano A aveva ancora una mano nella marmellata, ma la visuale del francese era ostruita proprio dal corpo della sua donna. Italiano B invece ci vedeva abbastanza da notare che, mentre la sinistra salutava il dirimpettaio francese, la mano destra era impegnata in più piacevoli attività; a stento trattenne una risata, si girò da una parte e riprese a dormire.
La ragazza, dopo poco, si allontanò definitivamente, forse dormendo, forse per i sensi di colpa, mettendo fine a quel rapporto involontario. O cosciente? Del quale era stata vittima, o complice?
L'italiano A non l'avrebbe mai saputo. O forse sì.
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categoria:spostamenti
sabato, 17 gennaio 2009
Finalmente sono riuscito a metterci su le mani... voi ridete, ma comprare un cd nel periodo di Natale può risultare più difficile di quanto si pensi.. comunque dicevo, lo sto finalmente ascoltando.
Non ho parole. Sono commosso.
Anzi, ora ce le ho. Avrei tanto voluto essere a Paris Bercy quel giorno.
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categoria:suoni
venerdì, 16 gennaio 2009
Se arrivate ad un bivio, imboccatelo.
Yogi Berra
 
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categoria:frase del giorno
giovedì, 15 gennaio 2009
Giulia dice di essere normale, ma è fin troppo bella.
Giulia ride spesso, e le sue sono esplosioni di gioia che gli altri non capiscono, perché Giulia ride di cose che gli altri non vedono. Spesso Giulia ride degli altri. Poi si ferma. Finisce sempre a chiedersi come rendere partecipe gente che non vuole, o forse non può.
Magari è per questo che Giulia parla poco.. o forse è per paura del vuoto, o della distanza... o per paura e basta.
Perchè Giulia ha paura. Giulia sa di essere come l'ostinata neve di questi giorni, che si attacca ai prati e ai tetti di Milano e combatte con la gente, che la sporca, ed il tempo, che la scioglie. E Giulia sa che non nevicherà ancora.
Giulia non lo dice, ma vorrebbe solo essere normale.
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categoria:nulla, convenzioni